Complesso vulcanicoSomma-Vesuvio

Il complesso vulcanico Somma-Vesuvio è sicuramente uno dei più conosciuti e studiati vulcani al mondo, sia per la violenza delle sue eruzioni che per i prodotti vulcanici ad esse associati.

Il Somma-Vesuvio è un centro eruttivo di età Quaternaria; il Vesuvio è uno strato-vulcano a recinto costituito dalla sovrapposizione di materiali e colate laviche. La parte più antica è rappresentata dallo strato-vulcano del Somma mentre la più recente è il Gran Cono del Vesuvio.

Il Monte Somma rappresenta ciò che resta di un antico cono vulcanico alto oltre 2000 metri. La violenta eruzione del 79 d.C. che distrusse Pompei ed Ercolano, causò lo smantellamento di un fianco del vulcano.

Un ulteriore smantellamento del settore nord orientale dell’edificio vulcanico si ebbe a seguito dell’eruzione del 472 d.C. In epoca medievale è andato formandosi, all’interno della caldera del Somma, il Gran Cono vesuviano. Il Monte Somma raggiunge attualmente la quota di 1.130 metri mentre il cono del Vesuvio è leggermente più alto (1.282 m. s.l.m.).

Un avvallamento semicircolare, chiamato Valle del Gigante, che rappresenta parte dell’antica caldera, divide il Vesuvio dal Somma.

Suolo Vulcanico

La particolarità inconfondibile dei nostri vini è dovuta all’eccezionalità del suolo vulcanico differente a seconda della stratificazione originata in seguito alle varie eruzioni.

Ogni evento eruttivo ha depositato sui nostri terreni diversi minerali come potassio, ferro, fosforo e silice che, insieme a sabbia nera e lapilli, hanno contribuito alla creazione di un terreno di grande permeabilità, estremamente favorevole alla produzione delle uve e sfavorevole alla sopravvivenza di agenti dannosi, come la fillossera, permettendoci di allevare le nostre viti a piede franco.

Cantine Olivella - Suolo vulcanica

Le uve

Le uve coltivate sono rimaste fedeli alla tradizione secolare, rinunciando ai reimpianti post-fillossera dei vitigni internazionali. Coltiviamo solo le varietà locali.

Piedirosso

Uno dei vitigni storici del Somma-Vesuvio

E’ uno dei vitigni storici del Somma-Vesuvio, che gli studiosi dell’Ottocento, da Nicola Onorati a Frojo e Arcuri hanno sempre chiamato palombina o per’ e palummo. Deve il suo nome al colore rosso dei pedicelli degli acini che ricorda la tinta della zampa dei colombi.

Con il suo profondo apparato radicale il Piedirosso, componente essenziale per la produzione del Lacryma Christi rosso, trae splendide e inimitabili espressioni di acidità e mineralità dal terreno vulcanico, straordinariamente ricco di limo, fosforo e potassio.

Caratteristiche varietali

Foglia media, orbicolare, pentalobata; grappolo medio o grande, piuttosto spargolo, di forma tronco-piramidale, tozzo, con due ali. L’acino è medio grande, sferico con buccia pruinosa, spessa e di colore rosso–viola intenso. Maturazione: medio–precoce. Vigoria: buona.

Caprettone

Localmente detto caprettone o crapettone

Varietà diffusa esclusivamente nei comuni posti alle pendici del Somma Vesuvio, dove rappresenta il vitigno principe della DOC Vesuvio, componente essenziale per la produzione del Lacryma Christi Bianco o di vinificazione in purezza.

Come spesso capita per le varietà che rimandano a nomi di animali, anche in questo caso il nome del vitigno fa probabilmente riferimento alla forma del grappolo, simile alla barbetta della capra, o ai pastori che ne intrapresero la coltivazione.

Caratteristiche varietali

Ha foglia grande, pentalobata, di colore verde chiaro; grappolo grosso, spargolo, a volte serrato, di forma piramidale, alato; acino piccolo e regolare, sub-rotondo, buccia consistente giallastra e pruinosa. Ha una buona produttività ma è poco vigorosa; matura mediamente nella seconda quindicina di settembre.

Catalanesca

Importata dalla Catalogna nel XV° secolo.

Questa uva deve il suo nome alla sua origine geografica: fu importata alle pendici del Somma Vesuvio dalla Catalogna, da Alfonso I d’Aragona nel XV secolo. Su questi fertili terreni vulcanici l’uva veniva utilizzata sia come uva da tavola e sia per vinificare un ottimo vino dai contadini vesuviani negli imponenti cellai delle masserie.

Oggi si coltiva soprattutto a Somma Vesuviana, Sant’Anastasia, Ottaviano e negli altri comuni vesuviani che si trovano sul Monte Somma. Si raccoglie tra ottobre e novembre ma può permanere sulla pianta fino alla fine dell’anno: un tempo vi era la consuetudine di lasciare sulla pianta i grappoli più belli, eliminando via via gli acini guasti, così da favorirne il mantenimento fino al periodo natalizio.

Dal 2006 è stata ufficialmente aggiunta all’elenco delle uve da vino. Nel 2011 è stato redatto il disciplinare di produzione che ha portato alla IGP Catalanesca del Monte Somma.

Caratteristiche varietali

Ha foglia trilobata di media grandezza, piccioli corti. Il grappolo è spargolo, allungato, cilindro-conico. L’acino è grande, rotondo, con buccia spessa di colore giallo dorato, poco pruinoso.